TRA NON MOLTO TEMPO

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Immalinconito da brividi e disillusioni

l’essere buonista a detta dei cinici,

disteso ironico e sognante e ottimista

sorridente ma con gran freddo dentro

lascerà la valle egoista e crudele

di creature umane cattivissime e stolte

per navigare non si sa dove e come

verso dimensioni nuove e migliori

LA VIA MAESTRA PER LE BIOMASSE – UN IMPIANTO DA 200KW

   Norme di riferimento.

 

Le Fonti Energetiche Rinnovabili sono (Art. 2 del Dlgs 387/03): “le fonti energetiche non fossili (eolica, solare, geotermica, del moto ondoso, maremotrice, idraulica, biomasse, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas). In particolare, per biomasse si intende: la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall’agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali) e dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani.”

 

 

Ai sensi del Art. 12 del Dlgs 387/03, le opere per la realizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, nonché le opere connesse e le infrastrutture indispensabili alla costruzione e all’esercizio degli stessi impianti, autorizzate ai sensi delle norme vigenti, sono di pubblica utilità, indifferibili ed urgenti.

 

 

Autorizzazione alla costruzione ed all’esercizio.

Decreto Legislativo 29 dicembre 2003, n°387.

Linee guida allegate al Decreto Ministero Sviluppo Economico 10 Settembre 2010

Decreto Legislativo 3 marzo 2011, n°28.

 

Connessione alla Rete di Trasmissione Nazionale.

Delibera AEEG ARG/elt 99/08

Delibera AEEG 328/2012/R/eel

 

Prevenzione incendi.

DPR 1 agosto 2011, n°151

 

Accesso agli incentivi GSE.

DM 18 dicembre 2008

Decreto Legislativo 23 luglio 2009, n°99

DM 5 settembre 2011

DM 6 luglio 2012

Procedure Applicative Art.24 DM 6-7-12 Aggiornamento 2014

 

2.     Piano economico dell’iniziativa.

 

Si è valutato un piano economico dell’iniziativa considerando le seguenti ipotesi di massima:

  • Cessione totale al GSE dell’energia elettrica prodotta a fronte della Tariffa Omnicomprensiva di 257 + 30 €/MWh
  • Non è stato inserito in nessun punto il vantaggio derivante dall’utilizzo del calore

 

Parametri Tecnici
Tipologia impianto Biomassa
Tecnologia Gassificazione e motore a ciclo Otto
Combustibile di Alimentazione Cippato
Durata (vita utile dell’impianto) anni 20
Tempi di costruzione mesi 4
Potenza elettrica nominale kWe 200
Ore di esercizio annuo ore 8.000
Quota EE non incentivabile % 17
Produzione EE incentivabile MWh / anno 1.328
Quota EE autoconsumata % 7
Potenza termica nominale kWt 281

PRIMI PASSI DI UN PROGETTO OPERATIVO

PRIMI PASSI DI UN PROGETTO OPERATIVO- COSTITUZIONE DI UNA FILIERA-

PREMESSA: i contenuti della Conferenza sul clima di Parigi, tradotti in impegno e lavoro coerente sul territorio.

  • ISTALLARE NEL TERRITORIO IMPIANTI SYNGAS DA 20,30, 45, 100, 130, 200 Kw e, possibilmente, laddove compatibili e necessarie, caldaie fino ad un massimo di 200 kw istallati; entrambe le tipologie di Impianti dovranno funzionare almeno per 7.000 ore all’anno.
  • COMBUSTIBILE LEGNOSO: Per gli Impianti Syngas legno pregiato, senza polveri e possibilmente senza corteccia ( cerro, quercia, castagno, anche conifere) da inserire nel gassificatore in formato costante: 3,4,5, max 6 cm) ad un livello di Umidità costante max di 12-15% Molto indicati bancali non trattati- Invece, per quanto riguarda le Caldaie, si può puntare, oltreché sugli scarti degli Impianti a Syngas, anche su: residui di potature, frasche, sfalci, segatura e, anche, pollina, sansa, vinaccia e ogni altro scarto vegetale, purchè non trattato.
  • CONDIZIONE INDISPENSABILE E PREGIUDIZIALE: il Consenso e, se possibile, la partecipazione attiva dei Comuni che devono essere coinvolti sin dall’inizio della proposta,, non solo come Soggetti autorizzatori, ma anche come possibili Partner, in modalità da verificare.
  • ALTRA CONDIZIONE INDISPENSABILE: L’Utilizzo del calore, anche a fini di Teleriscaldamento, e del Biochar (carbone vegetale al 90% di contenuto di Carbonio, ottimo ammendante), non solo come fattori ecologicamente qualificanti, ma anche come componenti essenziali di qualsiasi Piano Finanziario in grado di stare in piedi.
  • DIMENSIONE TERRITORIALE DI OGNI INIZIATIVA-“ISOLA”: Aree anche a dimensione sovra comunale che abbiano un potenziale minimo annuo per Impianti da 200 kw di 1.300 ton anno per gli Impianti a Syngas e di circa 1.500, 2.000 ton anno per le caldaie. E’ opportuno orientarsi preferibilmente, quindi, verso zone collinari e boschive a chiara vocazione forestale e/o dotate di un adeguato patrimonio legnoso. Per i micro impianti da 20, 30 e 45 Kw, data la loro relativa maggiore facilità di istallazione “massiva”, si dovranno ricercare Siti, anche limitrofi agli Impianti più grandi e con un fabbisogno di calore più contenuto.
  • CONDIZIONE NECESSARIA DI FUNZIONALITA’: In ogni Macro Area (Provincia/Regione) dovrà essere operativa e funzionante perfettamente una Società di manutenzione, obbligatoria e gratuita per il primo anno e fortemente consigliata (0,035€/kilowattora immesso in rete) per gli altri anni a venire, in grado di garantire la continuità funzionale degli Impianti.
  • CONDIZIONE OSTATIVA IRRINUNCIABILE: evitare assolutamente l’uso di qualsiasi rifiuto di qualsiasi genere, a meno che non sia certificato e classificato inequivocabilmente come sottoprodotto;
  • COINVOLGIMENTO DI RISORSE OCCUPAZIONALI LOCALI: che dovranno essere coinvolte sia nell’attività lavorativa che, possibilmente, anche nella partecipazione Societaria all’iniziativa e alla conduzione e gestione degli Impianti: è consigliabile, in primis, ricercare la partecipazione attiva, per ogni Area-Isola, di Cooperative e/o Società agricole, forestali costituite o da costituire, possibilmente di giovani, Società di lavorazione del legno di qualsiasi tipo, Aziende Agricole, Aziende di pulizia Alvei, Rivenditori di legna da ardere, Aziende di conferimento, raccolta lavorazione e trasformazione di Prodotti agricoli…etc.

 

 

CONFERENZA SUL CLIMA: VALE PER TUTTI! METTIAMOCI AL LAVORO

 

Energia pulita e rinnovabile: Le Biomasse

Dopo la Conferenza di Parigi sul clima e le conclusioni, da tutti condivise, di limitare al massimo il riscaldamento globale, per non distruggere il Pianeta, ognuno dovrà fare la sua parte e dare un proprio contributo, sia pur minimo, allo scopo di raggiungere quell’obbiettivo.

Per quanto mi riguarda lavorerò per la diffusione di un consumo di energia a basse, bassissime o nulle, emissioni in atmosfera, ad alto rendimento, conveniente, a veloce rientro dell’investimento iniziale, accessibile a tutti, anche a chi ha pochi soldi e, soprattutto, che non sia oppresso e umiliato da tante ragnatele burocratiche, fiscali  o autorizzative, madri da sempre di tutte le corruzioni.

Quindi, piccoli impianti, diffusi sul territorio, in grado di risolvere i problemi del fabbisogno energetico dei tanti (indietro non si può e non si deve tornare) e che utilizzi il combustibile naturale di quel territorio; ciò significa, nel nostro caso, avvalersi dell’unica risorsa locale, rinnovabile e semplice da gestire, molto presente e abbondante, appunto nel nostro territorio: parlo della Biomassa e della Risorsa agro forestale, disponibile in enorme quantità e finora quasi del tutto inutilizzata, dispersa, colpevolmente sprecata. Bisogna solo organizzarsi e partire. Con grande decisione.

Basta con il carbone, l’olio combustibile, il gasolio; e basta anche con il metano: tutti colpevoli e responsabili primi dell’attuale tristissimo disastro climatico e ambientale.

Tra l’altro, impegnarsi per questo obbiettivo, potrebbe rappresentare una ottima occasione di reddito dignitoso, oltre che di lavoro pulito e redditizio per molti, giovani e meno giovani: dalle attività di produzione, assemblaggio e manutenzione dei piccoli Impianti, alle attività commerciali, promozionali e di vendita; e naturalmente al lavoro di preparazione della biomassa, di produzione del cippato e del cippatino; il che significherebbe anche dare il miglior contributo possibile alla salvaguardia del territorio e del nostro meraviglioso patrimonio agro-forestale oggi in gran parte abbandonato a se stesso.

Tra poco, tornerò su questo argomento, presentando proposte operative e concrete.

 

E = mc2:  Gravità Luce e massa: 100 anni dopo

 

Esattamente 100 anni fa, nel mese di Novembre 1915, il più grande Genio di tutti i tempi, Albert Einstein, annunciava al mondo una delle più grandi scoperte di sempre: la Teoria della Relatività Generale che sviluppò compiutamente la già rivoluzionaria scoperta della velocità e degli effetti della luce, pubblicata dieci anni prima, nel 1905 e la inserì in un Sistema mai visto e, neppure, immaginato prima.

Si cominciò anche a parlare in modo diverso e con un linguaggio nuovo: cominciarono a circolare termini e concetti, quali: gravità della luce, spazio-tempo, curvatura dello spazio-tempo, relatività generale, ristretta; a dire il vero, gli Scienziati del tempo, coetanei di Einstein, ascoltarono stupìti quella figura bizzarra, trasandata e spettinata che annunciava idee altrettanto originali, forse astruse e, non si sapeva neanche quanto, affidabili e corrette; ma il tempo è sempre galantuomo e qualche anno dopo si riuscì a confermare con prove sperimentali e senza ombra di dubbio che quel “sognatore romantico” aveva pienamente ragione.

Molti anni dopo esplosero nuove scoperte, ancora più strane, ma ancora più vere e straordinarie: la “meccanica quantistica”, il mondo dell’infinitamente piccolo, che affermarono concetti ancora più astrusi e incomprensibili: la realtà, forse, non esiste; tutto è relativo, variabile, vibrante, vago, indeterminato, tendenziale: si cominciò a parlare di materia incerta e poi oscura, di quark, di elettroni introvabili o doppi che osavano presentarsi ovunque, in forma di particelle o di onde, di stringhe.

Ora siamo tutti, da molti anni, alla ricerca di una Teoria Generale Unificata che comprenda, assembli e digerisca la realtà delle cose, degli esseri viventi (tutti) e il destino dell’uomo. La religione sta sullo sfondo e ha il compito di consolare, confortare, illudere, chi si rifiuta di vedere e preferisce riposare nell’attesa.

Ma questo è un tema attuale, ancora avvolto nel mistero, di fronte al quale, la nostra lucidità barcolla e sopraggiungono ansie e timori.

In questo tempo, a noi, persone semplici e comuni, spetta l’obbligo della memoria e della riconoscenza nei confronti della più straordinaria luce che abbia mai avuto l’Umanità e il Mondo: Albert Einstein.

IN MEMORIA DI GIOVANNI BERLINGUER

Giovanni Berlinguer è morto la notte scorsa; aveva 90 anni.
Per me è stato un vero maestro; nella politica, all’Università, nella vita.
La sua personalità era non omologabile e non ordinaria; era un uomo semplice, integro, geniale.
In questa occasione dolorosissima per me, voglio ricordarlo con due episodi:

1- Anni settanta: Università di Roma: fui incaricato dalla cellula del Pci di Sociologia di svolgere una relazione sulla Interdisciplinarietà della Scienza; Giovanni partecipò a quella riunione e prese posto tra il pubblico, anche se era già una personalità di alto rilievo nel Pci e nell’Università: tra l’altro era il mio Docente di Sociologia Urbana.
Ascoltò la mia relazione con attenzione, senza distrarsi un attimo; qualche volta annuiva, altre volte assumeva una espressione interrogativa, per me non decifrabile; ad un certo punto, proprio in un passo in cui non mi sentivo tanto sicuro, alzò un dito e mi chiese di spiegare meglio quel passo.
Alla fine della riunione mi chiamò da parte e mi disse che avevo fatto una buona relazione, ma avevo sbagliato ad affrontare un argomento che non mi era del tutto chiaro. Lo ringraziai e tenni bene in mente quella lezione di rigore per sempre.

2- Anni ottanta: Direzione del Pci del Lazio; Giovanni era segretario regionale e, di fronte ad una svolta storica del Pci propose di indire immediatamente assemblee in tutte le sezioni del Lazio e ascoltare la base, senza esprimere, prima, la linea della Direzione; la gran parte dei membri della Direzione si oppose, tutti dissero che dovevamo sì fare le assemblee, ma che era necessario indicare la linea della Direzione. Lui fu intransigente, mise ostinatamente ai voti la sua proposta che fu respinta a stragrande maggioranza: due soli voti a favore: il suo e il mio.
3- Ora che Giovanni se ne è andato, mi piace ricordarlo con questi due episodi, per me molto importanti per la mia formazione, ma anche come lezione di vita.
Vale a dire che non bisogna mai seguire l’onda, mai essere conformisti, mai rinunciare ad esprimere le proprie idee. Esattamente il contrario di quanto sta accadendo oggi nel cosiddetto Partito Democratico del signor Renzi dove il conformismo, la piaggeria e la sudditanza al capo la fanno da padrone.