Lettera aperta al Signor Renzi

Egregio Signor Matteo Renzi

si può sapere cosa stai facendo? Pensi davvero di riuscire a fare qualcosa di positivo in Italia con un ritmo di crescita del debito pubblico, pari ad oltre mezzo milione di euro al minuto?

Tu sai che questo indebitamento crescente è dovuto al fatto che le tue cosiddette riforme non hanno intaccato il virus più negativo che esiste in uno Stato, vale a dire la spesa pubblica parassitaria e improduttiva, ivi compresi i super stipendi e vitalizi dei nuovi mandarini del potere: oligarchi avidi, indegni di essere definiti “Politici”;

Se avessi utilizzato queste risorse per finanziare gli investimenti produttivi e lo sviluppo vero – Keynes – (in primis le energie rinnovabili), avresti meritato stima e fiducia; ma tu hai usato i soldi pubblici per foraggiare i vari Bonus e provvedimenti da cortile; il contrario di quello che sarebbe servito.

Ora sembra che tu ti stia rinsavendo: appari meno arrogante, parli di unità, ammetti qualche errore e sembri meno spocchioso del solito; si tratta forse di ravvedimento?

Sai che non ti crediamo più? La realtà è che tu hai paura di andare a sbattere molto presto e dunque ti sei deciso ad apparire meno arrogante e più conciliante. Ma non sei affatto credibile e te ne accorgerai molto presto.

Ricordi un vecchio detto? “Chi semina vento raccoglie tempesta”.

Un’ultima cosa: chi ti scrive ha fatto politica, come te, per tanti anni, con passione; così ti chiedo di rispondere ad una sola domanda: cosa c’è in comune, quale affinità, tra uno come me che versava la metà del suo stipendio al Partito (quello con la P maiuscola) e che quando ha fatto politica non gli sono stati neanche versati, per lungo tempo, i contributi Inps e uno come te che poco prima di fare Politica si è fatto promuovere a Dirigente dall’Azienda di famiglia, in modo da continuare a percepire contributi previdenziali da Dirigente? Quale visione abbiamo in comune noi due?

Sai rispondere a questa domanda? Quale affinità etica e morale esiste tra noi? Ripeto: cosa abbiamo in comune? E perché mai uno come me dovrebbe dare fiducia ad un Partito “Democratico” solo nel nome e gestito da uno come te?

I tuoi affezionati sostenitori dicono che non bisogna più fare l’errore di Bertinotti, quando affossò Prodi; ma io penso che questo argomento non sia valido, perché tu non sei Prodi e neanche gli assomigli lontanamente; neanche un po’.

One thought on “Lettera aperta al Signor Renzi

  1. Rispondo alla tua così: Gualtiero Sarti Assuero Ginebri Angelo La Bella Ricci Oreste Massolo con qualche errore Luigi Petroselli Cesare Fredduzzi Firao .Si sono un nostalgico dell’onestà e del pci di Berlinguer.

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