IO MI CHIEDO:

  1. Come può un uomo colto non sapere che la riduzione dei consumi determina certamente, oltre a tutti i drammi connessi a questo fatto, anche una riduzione conseguente delle entrate fiscali?
  2. Come può un uomo onesto intellettualmente parlare di equità e poi portare avanti una politica ferocemente iniqua basata sul tartassamento dei ceti più facilmente perseguibili e a reddito fisso?
  3. Come può un uomo esperto pensare che sia giusto non adottare una imposta patrimoniale sulle grandi ricchezze immobiliari e finanziarie?
  4. Come può un economista affermato non sapere che la recessione del PIL del 2% (ormai certa per il 2011 in Italia) determinerà anche una conseguente e forte riduzione delle entrate fiscali?
  5. Come può un capo del Governo normale non sapere che un ulteriore aumento dell’Iva al 23%, l’aumento dell’Irpef, della benzina, dell’Imu…etc comporteranno una ulteriore riduzione dei consumi e, dunque, anche per questo, una contrazione forte delle entrate?
  6. Come può una persona seria continuare a parlare, con quel suo  modo stentoreo e cinico, dicendo il nulla e non interrogarsi sulle vere motivazioni dei suicidi a ripetizione di imprenditori in crisi?
  7. Come può un uomo leale accettare, nello stesso tempo, i superstipendi ai parlamentari e ai consiglieri regionali e ai numerosi boiardi di Stato, senza aver fatto nulla di concreto in questo campo?
  8. Come può un tecnico chiamare altri tecnici senza coprirsi di ridicolo?
  9. Come può un uomo serio non rendersi conto della grande delusione che ha dispensato a tutti gli italiani dopo la grande speranza iniziale?
  10. Come può una persona intelligente non capire che il vero compito dello Stato non si deve limitare alla sistemazione del suo Bilancio (che, tra l’altro, ormai non avverrà) ma dovrebbe occuparsi  invece e con convinzione delle condizioni di vita dei suoi cittadini?

Mi fermo qui; non è necessario farla tanto lunga; forse il Ragionier Filini, degno collega di Fantozzi, avrebbe certamente fatto di meglio.

Dispiace che Napolitano, blindato dalla sua età e dal suo ruolo, chiuso nel suo lussuoso Palazzo non se ne renda conto e non sappia raccogliere il grido di disperazione che sale dal Paese, favorendo, anche in questo modo, il dilagare dell’antipolitica e del qualunquismo.