ONORE AGLI EROI DEL CAIRO.

Dopo la Tunisia, l’Egitto. Mentre iniziano a svegliarsi anche i popoli dello Yemen, dell’ Algeria, della Siria e, in generale di molti altri Paesi oppressi da tirannie spietate e immorali. Le caratteristiche di questi movimenti di rivolta sono molto comuni tra loro; A tutti questi popoli appaiono sempre più intollerabili la assenza di democrazia e le squallide ruberie dei Tiranni che si arricchiscono senza vergogna, lasciando le popolazioni in condizioni miserabili; sono soprattutto i giovani ad accendere la scintilla; internet si sta dimostrando sempre più un mezzo rivoluzionario, un veicolo di cultura, di informazione libera e di riscossa, di aggregazione e di mobilitazione; in questo momento, Internet costituisce uno strumento di risveglio.

Personalmente provo un senso di condivisione e di solidarietà nei confronti di quei giovani che lottano per la loro libertà e la loro emancipazione senza, tuttavia, cadere preda dell’integralismo islamico.

Anche ieri, al Cairo e in altre città egiziane, malgrado il coprifuoco imposto dalle forze armate, decine di migliaia di persone sono rimaste in piazza chiedendo al presidente Mubarak di lasciare il potere. Non sono mancati i momenti di tensione, con assalti ai ministeri rintuzzati a colpi di arma da fuoco dalla polizia, ma nel complesso gli incidenti tra forze dell’ordine e i manifestanti sembrano essere stati circoscritti. La televisione satellitare Al Jazeera ha mostrato immagini di carri armati in movimento letteralmente sommersi da dimostranti con bandiere e cartelli.

In questi giorni sono già morti oltre cento giovani egiziani e, credo, che dobbiamo onorarli come eroi della libertà. Ma…dobbiamo limitarci soltanto a rendere onori? Che facciamo noi, qui, a casa nostra? In questi momenti tumultuosi è giusto chiedersi che periodo stiamo vivendo.

Certo, la situazione in Italia, è completamente diversa, ma anche noi abbiamo un tiranno che si autoalimenta e riproduce il suo consenso sulla manipolazione delle informazioni e sul controllo di gran parte dei mezzi di informazione.

Per non parlare della sua avvilente condotta.

Inoltre, anche qui, in Italia la condizione giovanile è tremenda; basta pensare alla tremenda disoccupazione giovanile che sta condannando una intera generazione alla insicurezza e ad un futuro di tristezza e di vuoto.

Anche qui da noi, dobbiamo svegliarci, alzare il tiro, far suonare la campana; ognuno per quanto possibile; svegliamoci dal sonno delle tv, parliamo con più persone possibili; inviamo mail a ripetizione, assumiamo l’iniziativa di sensibilizzare i dormienti rassegnati, seminiamo messaggi di risveglio, di nuovo protagonismo, di lotta, di speranza.

Come è a tutti noto, in fondo, si vive una volta sola.