20 ANNI DI BERLUSCONI AL POTERE: UN DRAMMA IMMANE        

 

Sono ormai 20 anni che l’Italia è oppressa da un satrapo che, prima ha costruito un impero basato sulle complicità e sulle connivenze di un sistema corrotto e decrepito che gli ha consentito di accumulare grandi fortune e che, poi, quando Tangentopoli ha spazzato via  quel sistema, è riuscito a conquistare il potere politico facendo ricorso ad ogni mezzo propagandistico grazie alla concentrazione nelle sue mani di un enorme poter mediatico.

Questi anni di potere Berlusconiano, sono stati anni di umiliazioni per gli Italiani da tutti i punti di vista; viviamo in un Paese che è al settantaduesimo posto nel mondo per la libertà di stampa; siamo dietro a diverse nazioni africane, sudamericane e asiatiche.

La disoccupazione giovanile record mortifica quelle che dovrebbero essere le nuove risorse per il futuro. L’evasione fiscale è alle stelle:120.000 miliardi di euro all’anno.

Siamo governati da un uomo che basa il suo potere sulla manipolazione costante della realtà e sull’appoggio di un Partito (la Lega Nord) che teorizza e pratica la discriminazione, il razzismo e l’egoismo.

A fronte di tutto questo il noto frequentatore di veline e prostitute superpagate continua con le sue minacce visionarie di nuove elezioni da ormai un anno a questa parte e usa come arma propagandistica, ancora una volta, il pericolo comunista.

Ora una piccola riflessione: oggi, in Italia, realisticamente, c’è ancora qualcuno disposto a credere al pericolo comunista? Chi ha paura di Bersani? O di Fassino? O di Rosy Bindi? Eppure quando finalmente vi saranno le nuove elezioni vedrete le orde dei cortigiani, che sono stati posti al comando delle emittenti tv, scatenati in nuove crociate contro minacce comuniste assolutamente inesistenti. E forse vinceranno ancora.

Perché?

Ma il perché è chiarissimo: il Centrosinistra ancora non riesce a fare l’unica cosa necessaria: vale a dire un programma minimo ma efficace che non sia solo vagamente alternativo, ma che sia veramente unitario e certamente ancorato ai veri bisogni dell’Italia.

Su quel programma si dovrebbe aggregare una leadership credibile, non spocchiosa né settaria, che chieda agli italiani il consenso. Tutto qui.

Se questo non avviene le porte del dramma potrebbero ancora di più spalancarsi, con conseguenze veramente negative, e forse  insopportabili, per la maggioranza degli italiani e per il nostro Paese.

Io, personalmente, sono ottimista e credo che questo nuovo processo unitario possa effettivamente realizzarsi. Ma ognuno di noi dovrebbe uscire da quel letargo scettico e autolesionista nel quale, da tempo, si è accasciato ed attivare un nuovo impegno.