ENTRO IL 20 DICEMBRE E’ POSSIBILE CONTATTARE PIETRO PACELLI E ALFONSINA GRIMANI PER VERSARE UN CONTRIBUTO(ANCHE MODESTO) PER LA COSTRUZIONE DI UN POZZO IN AFRICA.

QUI’ SOTTO RIPORTIAMO UN PICCOLO CONTRIBUTO SULLA VITA IN QUELLE ZONE.

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PROGETTO IDRICO IN KENYA

UNA TESTIMONIANZA DAL CAMPO

La storia di Rose

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Rose Thomas è un

Community Health Worker formato da AMREF,operatore sanitario volontario (CHW) del villaggio di Ngomano, vicino

alla cittadina di Kibwezi, nel Distretto omonimo, 200 km ad est di

Nairobi (Kenya). Rose è stata formata attraverso uno dei corsi previsti

dal progetto idrico di AMREF, che non si prefigge solamente lo scopo

portare acqua, ma anche di fornire alle comunità quelle conoscenze

necessarie a migliorarne la salute.

diRose ha 49 anni, è sposata ed ha 4 figli. E’ attivamente coinvolta

nella sensibilizzazione delle madri e nella loro educazione

sull’importanza delle cure prenatali, dei parti in strutture sanitarie e

dell’immunizzazione. Con il lavoro di Rose e di altre persone coinvolte

in questo progetto, la percentuale di madri che partorisce nel centro

sanitario è cresciuta dal 30% nel 2005 al 63% nel 2008 e la percentuale

di immunizzazione dall’89% al 100%.

Rose Thomas raccoglie dati durante una delle sue visite di routine

nelle abitazioni come operatore sanitario. Noi l’abbiamo intervistata.

In cosa consiste il tuo lavoro Rose?

“Sono coinvolta nella raccolta dei dati dalle famiglie e nel fornire

loro indicazioni sanitarie. Inserisco i dati raccolti in un computer

usando un software semplice, preparo delle sintesi che ho imparato ad

interpretare e sulla loro base sviluppo piani di azione.

Condivido le informazioni con la comunità ed istruisco le persone su

come migliorare il loro stato di salute”.

Quali sono le condizioni in cui lavori?

“La divisione di Makindu, situata a 200 km a sudest di Nairobi, è semiarida,

caratterizzata da una prolungata siccità ed insufficienti ed

inaffidabili piogge. A causa dei periodi di siccità, la popolazione è

poca e disseminata nel territorio, così che le distanze da percorrere

per la raccolta dei dati sono notevolmente grandi e per visitare anche

solo dieci abitazioni ci può volere un’intera giornata”.

Gli operatori sanitari delle comunità come Rose lavorano su base

volontaria, senza retribuzione. Questo può essere scoraggiante dato che

devono coprire lunghe distanze sotto il sole per andare nelle abitazioni

e raccogliere dati. Inoltre, alcuni membri della comunità non gradiscono

fornire indicazioni sulla salute agli operatori sanitari.

Per evitare questo tipo di problemi, gli operatori sanitari sono

eletti dagli stessi membri della comunità, così da avere la fiducia

delle stesse persone dalle quali raccolgono i dati.

Sono quindi al servizio di chi conoscono personalmente.

La collaborazione ed il sostegno dell’amministrazione provinciale e

del Ministero della Salute dà loro un certo riconoscimento ed assicura

la cooperazione dei membri della comunità. L’amministrazione provinciale

li assiste con alcune riunioni ed il Ministero della Salute fornisce

assistenza tecnica e supervisione.

Che differenza hai portato nella tua comunità, grazie alla

formazione di AMREF?

“Data la regolarità della raccolta dei dati, le informazioni sono utili

nella pianificazione progettuale di AMREF. La comunità e gli altri

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livelli decisionali sulle strutture sanitarie ora impiegano le

informazioni ottenute per monitorare le necessità e le attività

sanitarie in un modo che prima non era possibile. In più, la comunità

può seguire i trend delle malattie più comuni. La percentuale di madri

che partoriscono in condizioni sanitarie adeguate nel villaggio di

Ngomano è salita da 35% nel 2004 a 48% nel 2008. Il numero di bambini

sotto i cinque anni che non è stato immunizzato è sceso nello stesso

periodo dal 4% allo 0%. Le comunità ora sono anche in grado di

richiedere servizi al governo basati sui loro reali bisogni”.